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mercoledì 23 ottobre 2013

scalasvuotatasche

Quella che alla prima occhiata potrebbe sembrarvi una vecchia scala malandata in realtà è l'ultima creazione del nostro amico Ivan che ormai ha scoperto questo lato da designer che teneva ben nascosto. 


Riutilizzando degli scarti di legno, anche tagliati in modo non preciso, ecco che si può creare un pezzo di arredamento che personalizza la casa.


Semplice legno semiverniciato assemblato con piccole L avvitate.


Parte come una scala, poi diventa ripiano.



gialloverderosa

giovedì 20 settembre 2012

cartoon frame

Abbiamo trovato dei bellissimi scatoloni seminuovi (e con trovare intendiamo un modo gentile da usare al posto di "accattonaggio") e volevamo sfruttare la loro resistenza. Per fare una sedia non erano sufficienti. Abbiamo pensando che sovrapponendo più strati avremmo potuto creare qualcosa di autoportante. Poi ci  venuto in mente di usare questa "struttura" come portafoto!


Servono solamente scatoloni, colla adatta al cartone, taglierino, squadre e matita.


Il procedimento è semplice. La prima fase è quella di disegno: una volta decise le dimensioni, si disegna la sagoma del portafoto aiutandosi con le squadre in modo da ottenere angoli retti.


Fatto il disegno si trancia il cartone con il taglierino e per andare dritti ci si può aiutare di nuovo con le squadre. Si ottiene così la prima sagoma.


Per fare gli atri strati si ricalca il disegno dal pezzo già tagliato, tante volte quanti strati si vogliono fare. Per il fondo del portafoto basta disegnare solo il rettangolo esterno. In base alla profondità che si vuole ottenere si disegneranno più o meno rettangoli bucati al centro. Se si vuole avere ogni strato con l'ondulatura interna del cartone sempre nello stesso verso, disegnare tutte le sagome con lo stesso orientamento, tutte verticali o tutte orizzontali.


Ora è il momento di tagliare tutte le restanti parti. E' probabile che il cartone tagliandolo si rovini, bisogna fare attenzione perchè poi i bordi a lavoro ultimato resteranno visibili.


Si sceglie il pezzo meno martoriato, senza difetti da usare come fronte. Inizia la fase di incollaggio. Cospargere di colla un pezzo bicato e appoggiare il successivo, fino all'ultimo. Si ottiene così la cornice.


Per il fondo, mettere la colla solo su tre lati e abbastanza verso l'esterno, così che dalla parte senza colla si possa infilare la foto. Poi attaccare alla cornice appena fatta.


Per l'asciugatura attendere 4... 3... 2... 1... secondi... fatto! Ecco il portafoto di cartone!


Infilare la foto.


Appoggiare sulla mensola con le altre foto.


Ed ecco un portafoto ecologico ed economico.
Possibili varianti: si può pare di ogni forma e grandezza, anche da appendere al muro; anche colorato, magari ogni strato di un colore diverso. 

gialloverderosa

mercoledì 20 giugno 2012

Riciclare una vecchia stampante

Tutto inizia in una notte buia e tempestosa. Il cielo irascibile stava scaricando tutta la sua forza sopra la mia testa, nel mio percorso verso casa.
D'improvviso, in un angolo buio di una strada, accanto a un cassonetto, trovo lei. Triste e abbandonata.
Probabilmente malata.
Senza pensarci troppo su la prendo e me la porto a casa.

Non abbandonate le stampanti in autostrada, bastardi!

La HP 1315 All in One, stampante e scanner, sarebbe diventata ben presto una delle mie compagne preferite, durante i miei attacchi d'arte. Non sapevo come, ma così sarebbe stato.

Una volta al caldo della mia dimora aprii un noto social network in perdita e comparse l'ennesimo post di questo blog. Tutto molto bello. Ma anche tutto molto inutile per chi, come me, ha la capacità di disegnare pari a quella di una piastrella scheggiata. Un cerchio e una patata sono la stessa cosa, sulla punta della mia matita.
Forse è anche per questo che mia mamma mi regalava i quaderni con le figure già fatte, solo da colorare.

Ad ogni modo, volendo porre fine a questa straziante inabilità, ben presto arrivò l'idea: quella stampante doveva diventare il mio piano da ricalco.


Constatato che il paziente era effettivamente irrecuperabile, ho staccato la spina (molto importante) e proceduto col disassemblaggio, integrandolo col protocollo preventivo "Nonbuttiamovianulla 3.5".

Seguitemi in questa fantastica avventura!

Occorrente:
-una stampante multifunzione o uno scanner denigrati
-un portalampada di QUESTO TIPO , ovvero con la linguetta per poterlo fissare con una vite
-una vite da legno che entri nel buco della linguetta sopra citata e la tenga stretta stretta; oppure una vite con dado e rondella con le stesse caratteristiche appena descritte
-una spina qualsivoglia
-die pezzi di cavo bipolare (due fili) o tripolare (tre fili), tanto è uguale.
-un interruttore di QUESTO TIPO
-una lampada a risparmio energetico

Innanzi tutto togliamo, se presenti, le cartucce esauste. Queste, se non secche (controllate poggiando la testina su un pezzo di scottex), si possono rivendere facilmente su eBay (tra l'altro con un discreto successo).

Successivamente si può tranquillamente cominciare a smontare la stampante. Questa fase non è troppo complicata, ma ci vuole metodo ed un set di cacciaviti di varie dimensioni*. Il Metodo Stravinskj , in genere molto utile anche per i collaudi, in questo caso spesso fallisce.

Alla fine si dovrebbe rimanere con DUE parti molto utili:

1-IL TELAIO
...e questo è solo l'inizio

2-L'ELETTRONICA
Le schede di controllo sono spesso ricche di componenti da poter recuperare (trasformatori, condensatori, connettori...), i motorini elettrici sono belli da far ruotare vorticosamente, il meccanismo di stampa io l'ho tenuto buono per un altro progetto, nel quale coinvolgerò il mio cane.

Top tip: quando recuperate il telaio prendete anche le viti che tengono assieme le varie parti. Questo per poter mantenere la solidità della struttura, una volta finito il progetto.

Che il telaio abbia una, due o cento parti non è importante. L'importante è che il vetro sia separabile da tutto il resto.

Per lo scanner (che funziona grazie ad una lucina mobile), esistono due tipi di illuminazioni: al neon o a led. Quella al neon presenta un trasformatore che innalza la tensione, quindi se lo recuperate stateci attenti. Per quella a led tutto è molto più bello e semplice: essendo led RGB potete tenerli da parte e stupire i vostri amici facendo QUESTO. Ovviamente io questa cosa l'ho saputa dopo e stupidamente ho smembrato la circuiteria a monte.

Torniamo a noi.

Con un seghetto alternativo (e aiutati da un adulto) dovremo praticare delle aperture il più ampie possibili sulla parte del telaio che andrà subito sotto al vetro, senza compromettere la stabilità della struttura. Ovvero, fate un buco grosso ma alla fine tutto deve tenersi assieme da solo: non spaccate tutto.

Ora prendiamo la spina e colleghiamola al cavo aiutandoci col seguente tutorial. Se il cavo è bipolare, da qui in poi ignorate la sua doppia personalità assieme a tutto ciò che concerne al connettore centrale (ovvero il cavo di terra: quello marrone).



Poi colleghiamo i due pezzi di cavo con quest'altro tutorial:


ed infine il portalampada


Avvitiamo il portalampada ad un punto solido del telaio, la lampadina a risparmio  (perché oggi à già caldo di suo, e se possiamo abbassare di qualche grado la temperatura della strumentazione di certo non ci lamentiamo)... et voilà! Questo è quello che dovreste ritrovarvi:


Il pezzo intermedio del mio telaio, trattato a dovere
I collegamenti necessari. Invertire i poli non migliora o peggiora la vostra condizione, al contrario dei film


Fate un buco sul retro della stampante per far passare il cavo della corrente (o usate quello che c'è già, se ha la giusta dimensione) e richiudete il tutto, ed ecco il risultato.

Il risultato finale, degno dei peggiori malfattori

Come potete vedere la cavità interna della stampante, una volta popolata da meccanismi e inchiostro, può essere usata per riporre alcuni strumenti.
Da oggi potete anche voi, macachi delle proporzioni, potrete disegnare e colorare forme umane! Ed il bello è che nessuno potrà mai conoscere il vostro terribile segreto.

HAHAHA! Da oggi il mondo dell' arte è MIO!!!

Il progetto può essere (e probabilmente sarà) migliorato, aggiungendo lampade per diffondere meglio la luce, e/o scartavetrando un poco il vetro rendendolo opaco. Oppure cercando di integrare l'elettronica della stampante con l'accensione/spegnimento delle luci. Ad ogni modo già così si hanno risultati più che accettabili, utili a far colpo sulla vostra nuova fiamma.

Elefante Elegante, acquerello su maledetto F4.


Cordialità.



*A meno che non si tratti di una stampante molto vecchia: a volte con quelle c'è da impazzire. In una vecchia Epson trovai una piastrina che alloggiava una scheda grande e pesante tanto quanto mezza banconota fissata con 8 (OTTO) viti di cui solo tre accessibili senza smontare prima tutto il resto. In tal caso, serve pazienza.

PaoloSeri for Gialloverderosa